Quasi tutte le app di spesa chiedono di collegare la banca. È il modo più rapido di avere i dati, ed è anche il motivo per cui molte persone chiudono l'app e non la riaprono. SubTracker non lo chiede, e non lo chiederà.
Non ti viene mai chiesto l'accesso alla banca, il numero della carta o il codice IBAN. Non esiste una schermata che lo chieda, perché non esiste la funzione. Nessun intermediario di open banking sta fra te e i tuoi dati, e non c'è nessun consenso da rinnovare ogni novanta giorni.
Il risultato pratico è che per iniziare bastano trenta secondi e nessun documento: si aggiunge il primo abbonamento e il conto comincia a esistere.
Quello che sai già. Nome, importo, ogni quanto si paga. Dal catalogo di più di novanta servizi noti arriva già compilato, per tutto il resto sono tre campi.
Le ricevute che ti arrivano comunque. Ogni servizio manda un'email quando ti addebita qualcosa. Quella email contiene esattamente cio che serve: chi, quanto, quando. Collegando una casella, SubTracker legge solo le ricevute di pagamento e ne ricava abbonamenti e piani a rate.
Solo le ricevute di pagamento, e solo per estrarne quattro cose: il nome del servizio, l'importo, la data e ogni quanto si ripete. Le conversazioni personali non vengono aperte, il contenuto delle email non viene conservato dopo la lettura, e niente viene mai rivenduto o usato per la pubblicità. L'accesso è in sola lettura: l'app non può rispondere, inoltrare o cancellare nulla.
Se preferisci non collegare nemmeno la posta, l'app funziona interamente a mano: nessuna funzione è riservata a chi collega una casella. Il dettaglio completo sta nell'informativa privacy.
Collegare il conto darebbe una cosa sola in più: l'elenco dei movimenti. Ma un movimento dice solo che sono usciti 12,99 euro verso un certo esercente, e non dice se è un canone mensile, un acquisto singolo o la terza di sei rate. Quella distinzione, che è tutto il punto dell'app, si ricava molto meglio dalla ricevuta che dal movimento.
In cambio, l'open banking chiederebbe le credenziali della banca, un consenso da rinnovare, un intermediario in mezzo e la responsabilità di custodire l'accesso al conto di qualcun altro. Il rapporto fra quello che si guadagna e quello che si rischia non torna.
I dati stanno su server in Europa. Le informazioni sensibili sono cifrate a riposo, l'accesso all'app si può proteggere con un codice o con l'impronta, e la verifica in due passaggi è disponibile per tutti gli account, non solo per i paganti.
L'account si elimina dall'app in un tocco, senza scrivere a nessuno e senza aspettare risposta: con esso sparisce tutto quello che contiene.
No, e non è possibile farlo. Non esiste alcuna funzione di open banking: gli abbonamenti e le rate si aggiungono a mano oppure si riconoscono dalle ricevute email.
Quelle leggono i movimenti del conto, e per farlo hanno bisogno delle credenziali bancarie e di un consenso da rinnovare. SubTracker parte dalle ricevute, che contengono un'informazione più precisa: un movimento non dice se 12,99 euro sono un canone, un acquisto o una rata, mentre la ricevuta lo dice.
Solo le ricevute di pagamento, e solo per ricavarne nome del servizio, importo, data e periodicità. Le conversazioni personali non vengono aperte, l'accesso è in sola lettura e si revoca quando vuoi, dall'app o dal tuo account email.
Sì. Tutto funziona anche inserendo gli abbonamenti a mano: nessuna funzione è riservata a chi collega una casella. Collegarla serve solo a evitare di scrivere le cose.
No. Non vengono rivenduti né usati per profilazione pubblicitaria. Stanno su server in Europa, le informazioni sensibili sono cifrate a riposo, e l'account si elimina in un tocco insieme a tutto il suo contenuto.
No. Non ha alcun accesso al denaro, e non potrebbe muoverne nemmeno volendo. Ti dice cosa paghi e dove si disdice: la disdetta la fai tu, sul sito del servizio.
Nessun documento, nessuna credenziale, nessun consenso da rinnovare. Si aggiunge il primo abbonamento e si vede subito se serve.