Quasi nessuno sa rispondere. Non perché non sappia contare, ma perché i numeri stanno in quattordici posti diversi: alcuni mensili, alcuni annuali, alcuni a rate. SubTracker li mette insieme e ne fa uno.
In cima l'impegno totale dei prossimi dodici mesi, e la stessa cifra al giorno, al mese e all'anno. Non è una stima: è la somma di quello che hai in elenco, con gli abbonamenti annuali divisi per dodici e le rate contate nel mese in cui vengono addebitate.
Sotto, la ripartizione per categoria dice quale fetta si prende ciascuna, e la voce più pesante viene detta a parole invece di lasciarla dedurre dal grafico.
Gli annuali spariscono. Un canone da 90 euro all'anno pagato a marzo non compare più fino al marzo dopo, ma ti costa 7,50 euro al mese tutti i mesi. Contarlo solo a marzo fa sembrare gli altri undici mesi più leggeri di quanto siano.
Le rate non vengono contate. Quasi tutte le app di abbonamenti ignorano i piani a rate, che spesso sono la voce più pesante. Una rata da 40 euro pesa quanto due abbonamenti, e lasciarla fuori significa guardare un numero falso.
Gli aumenti passano inosservati. I servizi alzano i prezzi con un'email che quasi nessuno apre. Se il prezzo in elenco resta quello vecchio, il totale resta sbagliato per mesi.
Il totale del mese si divide in due: quello che è già stato addebitato e quello che deve ancora arrivare. È la cifra che serve davvero il giorno 15, quando la domanda non è quanto spendi in un mese ma quanto esce da qui a fine mese.
Sopra, il calendario mostra in che giorni cadono gli addebiti. Sei pagamenti concentrati nella stessa settimana sono un problema diverso dallo stesso totale distribuito, e si vede solo guardandolo così.
Sapere quanto spendi serve a poco se resta un numero. SubTracker indica i punti dove si può intervenire davvero: i servizi dove il piano annuale costa meno del mensile, quelli con un piano più leggero che basterebbe, e i doppioni fra servizi che fanno la stessa cosa.
Ogni indicazione porta accanto la cifra che si libera in un anno, non un consiglio generico. La scelta resta tua: l'app non disdice niente al posto tuo, e non potrebbe.
Niente stime, niente medie di settore. Ogni cifra viene dagli abbonamenti e dalle rate che hai inserito tu o che sono stati riconosciuti dalle tue ricevute email. Se un numero non ti torna, puoi risalire alla voce che lo produce e correggerla: da lì tutto il resto si ricalcola.
La valuta segue il tuo account: gli importi non vengono mai convertiti, e restano quelli che paghi davvero.
Aggiungi gli abbonamenti che paghi, dal catalogo o a mano, oppure collega una casella email e lascia che li riconosca dalle ricevute. SubTracker somma tutto, divide i canoni annuali per dodici e mostra la spesa mensile e quella annuale.
Divisi per dodici in ogni mese, non tutti nel mese in cui li paghi. È l'unico modo perché il confronto fra un mese e l'altro abbia senso: altrimenti undici mesi sembrano leggeri e uno sembra un disastro.
Sì, e sono spesso la voce più pesante. Entrano nella spesa del mese in cui vengono addebitate, e nella proiezione si vede il mese in cui il piano finisce e quel denaro torna disponibile.
No. Il totale si costruisce da quello che inserisci e dalle ricevute email, che contengono la stessa informazione. Il conto corrente non si collega mai.
Sì, con il piano Pro: in CSV per il foglio di calcolo e in PDF per la stampa. I dati restano tuoi, e l'account si elimina in un tocco insieme a tutto quello che contiene.
Sì. La proiezione mostra i prossimi dodici mesi con i rinnovi annuali già in calendario e le rate che finiscono, così si vedono in anticipo i mesi pesanti e quelli che si alleggeriscono.
Il primo numero arriva dopo aver aggiunto tre o quattro abbonamenti. Di solito è più alto di quanto ci si aspetti, ed è esattamente il motivo per cui conviene guardarlo.